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Giovedė,
23 Febbraio 2012

Ossa fragili, quanto si rompono gli italiani?

Data: 29-01-2011 | Autore: Francesco Pedemonte

Tag: Approfondimenti

Italiani dalle ossa fragili. Non è uno scherzo, ma il verdetto che arriva da uno degli studi più ampi condotti nel nostro paese per valutare l'incidenza di fratture negli over 45 (fonte Corriere.it).
Il numero degli incidenti, infatti, sarebbe davvero elevato: ogni anno si registrano oltre 400mila fratture all'anca, alle vertebre, alle braccia o alle caviglie. E a queste vanno aggiunte pure circa 80mila fratture di femore, tipiche dell’ età più avanzata. I risultati di questa ampia ricerca, pubblicati sulla rivista Arthritis Research and Therapy, indicano innanzitutto che le fratture da fragilità, anche quelle minori, sono tutt'altro che rare negli ultraquarantacinquenni italiani: ogni anno si registrano infatti circa 87mila fratture dell'anca, 48mila dell'omero, 36mila della caviglia, 85mila del polso e addirittura 155mila fratture vertebrali da fragilità.

Campanelli d’allarme da non sottovalutare. «Osteoporosi e fratture da fragilità – ha sottolineato a questo proposito Umberto Tarantino, della Divisione di ortopedia e traumatologia dell'ospedale Tor Vergata di Roma - costituiscono un problema sanitario considerevole nel nostro Paese: sarà perciò necessario pensare e mettere in atto adeguate strategie di prevenzione».

Qualche consiglio? Sicuramente svolgere una regolare attività fisica, adottare uno stile di vita sano e seguire una dieta che non sia povera di calcio e vitamina D. Ma non troppo. L’eccesso di vitamina D, infatti, non agevolerebbe la prevenzione dell'osteoporosi, ma anzi potrebbe produrre effetti opposti e rendere le ossa più fragili. A sostenerlo è uno studio dell'Università del Minnesota e il Minneapolis veterans affairs medical center pubblicato sul Journal of clinical endocrinology metabolism: per ottenere i benefici dalla vitamina D, infatti, la molecola che permette l'assorbimento del calcio, bisognerebbe assumerne nella giusta quantità senza superare una certa soglia.

Concludiamo, infine, con la birra. Perché? Semplice: secondo uno studio del Dipartimento di Scienza e Tecnologia dell'Alimentazione dell'University of California , il silicio contenuto nelle bionde sarebbe utile nella prevenzione dell’osteoporosi.

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