HemoCue – Come effettuare un Prelievo Capillare perfetto per l’emoglobina
L’obiettivo di un buon prelievo capillare è ottenere un valore emoglobinico il più vicino possibile al valore venoso predonazione.
Questo è possibile osservando i seguenti punti:
1) Utilizzare uno strumento che goda delle certificazioni IVD e ICSH
2) Ottenere una goccia di sangue formatasi spontaneamente. Questo è possibile quando è presente un buon flusso ematico nel polpastrello.
3) Ricordare che il valore dell’emoglobina capillare è fisiologicamente più elevata dell’emoglobina venosa di circa il 3-4% (0,4-0,5 g/dL)
Elementi critici del prelievo:
1) Garza/carta asciutta per asciugare i residui di disinfettante e/o sudore
2) Pungidito di sicurezza indolore a scatto monocorpo monouso
- scatto veloce per minimizzare il dolore ed in particolare il vasospasmo conseguente (la riduzione del dolore inoltre invoglia il ritorno del donatore)
- monocorpo monouso per evitare rischi di contagio per epatite (evitare penne con cambio del solo ago, in quanto concepite per l’uso personale)
- sicurezza contro l’esposizione dell’ago a protezione dell’operatore
I fotometri HemoCue sono certificati IVD (strumenti di laboratorio) e rispondono alla certificazione ICSH (Consiglio Internazionale per la Standardizzazione dell’Emoglobina). In pratica i valori ottenuti sono assolutamente sovrapponibili ai contaglobuli certificati. I valori ottenuti dallo strumento HemoCue (sullo stesso campione!) ed il contaglobuli non differiscono di più del 2-4% (0,2-0,4 g/dL).
Scegliere il dito con il migliore flusso ematico:
1) In particolare di inverno le dita fredde presentano particolari difficoltà di campionamento. (Stringendo il polpastrello e rilasciandolo si deve osservare il riempimento del letto ematico entro 1-1,5 secondi. Tempi più lunghi denunciano l’assenza di un flusso corretto)
2) La presenza di camicie strette e/o giacche riducono il flusso nel braccio e quindi nella mano e nelle dita.
3) Se non è presente un buon flusso cercare di ripristinarlo, lavando con acqua calda le mani, stimolare la circolazione, allentare il vestiario e riverificare il flusso finchè il test di rivascolarizzazione non diventa positivo.
Se la pelle del dito è umida non consente l’essenziale formazione di una ‘bella’ goccia in quanto si riduce l’angolo di tensione superficiale e la goccia di sangue tende ad appiattirsi.
Tentare di riempire la cuvette senza una buona goccia procurerà errori di misurazione.
Stimolare il flusso solo PRIMA della puntura capillare. Se non c’è un flusso corretto differire il donatore.
La puntura capillare va effettuata nelle zona laterale del polpastrello in quanto:
1) Minore sensibilità = minore vasospasmo = migliore deflusso
2) Minore callosità / spessore del derma = minore stress del campione
3) Miglior flusso capillare AV
Appoggiare con decisione la lancetta.
E’ fondamentale che la goccia di sangue sia ottenuta senza esercitare pressione: infatti se si aumenta la pressione si amplifica il fisiologico fenomeno di impacchettamento dei globuli rossi nel flusso capillare innalzando così artificiosamente l’ematocrito.
Questo effetto è esasperato nei casi dei valori più bassi in quanto si accentua in proporzione la ‘fuga’ della parte plasmatica.
Questo errore può portare a scarti di 1-2 g/dL, diventando così estremamente critici nei valori vicino alla soglia di selezione. Si consiglia di segnalare in cartella valori ottenuti su un campione difficoltoso (o magari ripetere la procedura – se necessario su campione venoso) e valutare con attenzione l’opportunità di salassare donatori con valori vicino i limiti bassi se ottenuti senza un flusso regolare.
Ovviamente valori sui limiti alti –ottenuti con difficoltà- non saranno precisi ma non rappresentano un rischio per il donatore.
Tra i numerosi brevetti della tecnologia HemoCue c’è il cosidetto TurboChannel, uno speciale profilo di aspirazione che consente di evitare la formazione di bolle d’aria e distribuire alla massima velocità il sangue all’interno della cuvette, questo garantisce l’assenza di errori di lettura.
Il TurboChannel fondamentale per la precisione di misura è stato invano tentativo di copia da parte di numerosi imitatori e resta ancora oggi la principale garanzia di precisione della nostra metodica. L’unica attenzione richiesta all’operatore è di intingere la cuvette con la punta verso il basso, al centro della goccia e quindi aspirare il campione con un singolo atto.
Pulire con attenzione SOLO il lato chiuso (come in figura) per non sporcare l’apparecchio. Attenzione a non toccare la fessura in quanto si rischia di aspirare il sangue all’interno.
Appena terminata l’aspirazione della goccia inserire SUBITO la cuvette. Questo elemento è particolarmente critico peril modello HB301. In pratica evitare di mettere in coda le cuvette riempite in attesa di essere misurate.
L’HB301 impiega circa 10 secondi, gli altri modelli circa 60 secondi. Il risultato ottenuto è comparabile con il prelievo venoso predonazione corretto di circa 0,5g/dL. La norma indicando i valori soglia di emoglobina NON specifica se intende HB capillare o venoso, il Centro deve stabilire quale valore adottare. In caso di dubbi sui valori ottenuti con il sistema HemoCue si consiglia la
verifica con i controlli qualità della Eurotrol oppure confrontare alcune comparazioni da ottenersi in laboratorio sulla stessa provetta nello stesso momento con il contaglobuli.
Lo studio del gruppo di Sirchia evidenzia le differenze tra campione venoso pre e post donazione.
Tutti i valori mostrano un decremento –più accentuato sulle donne- che va da circa un -8% per l’emoglobina ad un -30% dei monociti.
Nello screening dei donatori più variabili possono influire sul risultato, ma una corretta esecuzione contiene la differenza tra campione capillare e campione venoso predonazione a circa un 7-8%.
La metodica di laboratorio dice che statisticamente le variabili di esecuzione tendono ad elidersi, ma in alcuni rari casi tali variabili possono sommarsi, pertanto nel caso di confronto tra campione capillare (fisiologicamente più elevato del campione venoso PRE di circa il 5%) e le normali differenze tra apparecchiature di laboratorio (la metodica sulla emoglobina prevede una variazione intralaboratorio di circa il 4%) possono portare nonostante l’esecuzione perfetta ad una differenza tra i valori di quasi il 10% che per un paziente con emoglobina 16 g/dL può risultare in una differenza di 1,5 g/dL.
Nella buona pratica tale differenza di assesta intorno a 0,7-0,8g/dL. In caso di errata esecuzione esiste la possibilità di introdurre un ulteriore errore del 10%.










